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Intervista a Enrico Pizza sulla prevenzione AIDS tra
i MSM
Puoi presentare la tua associazione
Enrico Pizza, presidente dell’associazione Stop Aids, iscritta
all’Albo regionale del Volontariato del Friuli-Venezia Giulia. Sede
in via Pradamano 12, 33100 Udine.
http://www.aracon.it/stopaids/
e-mail: Stop_aids@mail.com
Non esiste recapito telefonico.
Perché un servizio di prevenzione/riduzione
del rischio AIDS specifico per MSM?
Dall’esperienza Arcigay, nel 1994 si è sentita l’esigenza
di allargare la prevenzione a tutte le persone sessualmente attive, fondando
quindi Stop Aids. L’associazione nacque dal coordinamento dell’Arcigay
con i due gruppi di auto-aiuto per persone sieropositive presenti in Friuli-Venezia
Giulia e il gruppo di ascolto per le tossicodipendenze “l’Incontro”
di Udine.
Quali le differenze e le analogie più
importanti tra i bisogni di salute dei MSM o dei MSF*?
Da 3 anni il servizio si svolge solo attraverso il counseling telematico,
non si notano differenze di rilievo. Le richieste riguardano solo le modalità
di contagio.
Si può rilevare che gli “etero” che ammettono rapporti
con prostitute spesso aggiungono un commento tipo “che grave errore,
non lo farò più” come a discolparsi. Gli omosessuali
si sentono invece accolti nella dichiarazione dei loro comportamenti.
Quali le differenze e le analogie più
importanti nella prevenzione/riduzione del rischio AIDS con MSM e con
MSF?
Dal 2000 ormai i volontari “etero” si sono disimpegnati dall’associazione
e ci ritroviamo solo con persone dell’Arcigay che si attivano in
occasione di iniziative, pur restando esse dirette a tutta la popolazione
in generale. Pare che l’Aids ancora non riguardi gli etero….
Alla luce dell’esperienza, come fare al
meglio prevenzione/riduzione del rischio AIDS con MSM (esempio: efficacia
ed efficienza, best e worst practises, cose da fare e cose da non fare…)?
Occorrono informazioni specifiche (le famose pellicine delle unghie, il
liquido presprematico è contagioso o no…) La necessità
del preservativo per evitare infezioni si può dare per scontata,
anche se non è detto che ciò si trasformi in un comportamento
coerente.
Quali sono le “lessons learnt”, gli
inviti e i suggerimenti?
Nella mia esperienza, fare prevenzione con gli omosessuali appare più
facile perché ci si pone sullo stesso piano. Lo stesso dirsi gay
comporta un parlare automaticamente di sessualità. Lo stesso fatto
di trovarsi in un locale gay determina che “per quello” si
sia lì.
Con gli etero invece, la “società”, occorre fare un
salto di confidenza in più per poter parlare di sessualità
e prevenzione, cosa che le normali iniziative di strada non permettono.
*Maschi che fanno sesso con femmine
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