La "sicurezza negoziata" di coppia è una sorta di serosorting rafforzato: è un accordo tra due partner su quali pratiche sessuali siano consentite dentro e/o fuori la coppia e con quale livello di protezione, tenendo in considerazione lo stato HIV di entrambi i partner (e di terzi). Normalmente si usa questa espressione per indicare questo accordo in coppie in cui entrambi i partner sono negativi, ma può essere applicata a tutte le coppie.

Quando si è in coppia, è frequente avere prima o poi il desiderio di abbandonare l'uso del preservativo. Lo studio europeo EMIS del 2010 mostrava che il 69% di coloro che erano in coppia stabile aveva fatto sesso anale senza preservativo con il proprio partner nell'ultimo anno, una percentuale molto più alta di coloro che avevano avuto solo rapporti occasionali (in quel caso il non uso del preservativo riguardava il 40% dei casi). Soprattutto in una relazione di coppia è comprensibile a lungo andare percepire il condom come una barriera all'intimità e alla naturalezza del sesso.

Tuttavia il sesso al di fuori della coppia è più frequente di quanto si dichiari, e bisogna ricordare che spesso sono proprio i partner nella coppia stabile la fonte dell'infezione. La percezione di sentirsi sicuri all'interno della coppia, quindi, è un fattore cruciale nella gestione del rischio.

La sicurezza negoziata cerca proprio di dare un quadro di regole alla coppia, in cui entrambi si riconoscano, con l'esplicito scopo di anticipare la gestione del rischio. "Lavorare" su questi accordi anticipatamente può aiutare a ridurre il rischio, per quanto non lo escluda.

GLI ACCORDI NELLA COPPIA E LA GESTIONE DEL RISCHIO: MEGLIO ESPLICITARE

Gli accordi nella coppia riguardano solitamente due temi: il sesso con esterni alla coppia e l'uso di strumenti di prevenzione (condom e lub). Gli accordi possono cambiare nel tempo: più la comunicazione è buona nella coppia, più si riescono a gestire i cambiamenti nelle esigenze dei partner.

In generale gli accordi si dividono tra accordi di "monogamia" o di "coppia aperta". In realtà, questi due tipi opposti "nascondono" una gamma più graduale, ampia e complessa:

  • Monogamia classica
  • Apertura solo in rapporti a tre (la coppia più un terzo)
  • Apertura con restrizioni e regole su chi, quando, dove e/o in quali circostanze
  • Apertura sul sesso fuori dalla coppia, purché sia solo "safer sex"
  • Apertura completa

Non sempre in una coppia ci sono accordi espliciti. Spesso ci sono accordi impliciti. Altre volte non c'è alcun accordo, e le rispettive intenzioni/aspettative semplicemente non vengono esplicitate, sperando magari che vi sia in un accordo implicito che in realtà non c'è. Gli accordi impliciti però, o la convinzione non condivisa di avere degli accordi impliciti, potrebbero in realtà nascondere aspettative e punti di vista non coincidenti. Le ricerche hanno mostrato che avere accordi impliciti discrepanti si associa ad una maggiore probabilità di mettersi a rischio.

E' importante quindi:

  • Parlarne ed esplicitare punti di vista e aspettative;
  • Esplicitare come ci si sente rispetto alle regole dell'accordo;
  • Esplicitare gli aspetti relativi alla gestione del rischio, ovvero come ridurre il rischio se c'è sesso fuori dalla coppia;
  • Esplicitare anche la possibile gestione della rottura dell'accordo, ovvero la "dicibilità".

Una buona comunicazione all'interno della coppia riduce il rischio. Avere un accordo di sicurezza negoziata riduce il rischio. Chiaramente non "esclude" il rischio, ma certamente lo riduce.

LA ROTTURA DELL'ACCORDO, LA DICIBILITA' E L'ACCORDO SUL DIRLO

Qualunque accordo esplicito si sia preso, il tema della "dicibilità" sulla rottura di questo è fondamentale. La percezione di non poter dire che si è rotto l'accordo è un fattore di alto rischio. Uno studio presentato da Hoff mostra che il 32% del campione aveva rotto l'accordo nei precedenti 12 mesi, e che il 53% di questi non aveva detto al partner di aver rotto l'accordo. La rottura dell'accordo può essere difficile da comunicare: sul "dirlo" pesa la paura di danneggiare la relazione, o addirittura che questa si rompa.

Non dirlo, però, ha due effetti peggiori:

  • porta a possibili infezioni di HIV o altre IST all'interno della coppia;
  • minaccia la qualità della relazione (con meccanismi di colpa e distanza).

Le ricerche hanno mostrato che alcuni elementi di accordo possono aiutare a ridurre il rischio:

  • avere un accordo esplicito sull'uso del preservativo all'esterno della coppia;
  • avere un accordo esplicito che escluda il sesso anale al di fuori della coppia;
  • avere un accordo esplicito sul "dire" nel caso si sia rotto l'accordo o le condizioni dell'accordo (ad esempio, nel caso in cui si sia rotto il preservativo nel sesso all'esterno della coppia).

Ovviamente avere un accordo sul "dire" è importante perché aiuta ad esplicitare, discutere e condividere prima l'importanza della gestione/riduzione del rischio rispetto alla reazione emotiva che potrebbe scaturire dalla rottura dell'accordo, e quindi anche a ridurre l'aspettativa di "reazione incontrollata" nel momento del dire.

FATE IL TEST!

Prima di smettere di usare il preservativo, indipendentemente dal tipo di accordo che avete preso, è importante che facciate almeno due test a distanza di 3 mesi l'uno dall'altro, purché ovviamente non ci sia stato sesso a rischio in quei 3 mesi tra il primo e il secondo test.

Anche stabilire di comune accordo di ripetere routinariamente entrambi il test ogni anno può essere utile: nel caso in cui ci sia stata una rottura non esplicitata degli accordi di sicurezza, evitate di ritrovarvi dopo anni con una diagnosi tardiva perché eravate convinti di essere "al sicuro" nella coppia.

 

 

Questo sito, come molti altri, utilizza cookies tecnici per migliorare la tua esperienza di navigazione.

Privacy Policy