La circoncisione maschile si è dimostrata un fattore di protezione per l'uomo nel sesso vaginale (fino al 60% di riduzione del rischio). Tuttavia tra gli uomini che fanno sesso con uomini questo effetto protettivo è stato più complicato da stabilire, semplicemente perché data la possibile versatilità dei ruoli "insertivo" e "ricettivo" è difficile distinguere la modalità di contagio nei partecipanti agli studi. La circoncisione maschile consiste nella rimozione del prepuzio, cioè la pelle che copre e "chiude" il glande.

Sono diverse le ipotesi che si fanno sul funzionamento del prepuzio come porta di ingresso dell'HIV nel sesso penetrativo tra un uomo HIVnegativo insertivo e una persona che vive con HIV. La superficie interna del prepuzio contiene una percentuale più alta di cellule tipicamente aggredite dal virus. Allo stesso tempo, quella stessa superficie ha meno cheratina, una proteina che ha un effetto protettivo. Sembra che anche la presenza di batteri anaerobici aumenti il rischio di infezione. Infine, la rimozione del prepuzio riduce anche la probabilità di avere ulcere genitali.

SOLO ATTIVI E CIRCONCISI

Gli studi sono in generale concordi sul fatto che la circoncisione abbia un effetto di riduzione del rischio (sia per HIV sia per altre IST) per coloro che sono circoncisi e hanno un ruolo insertivo: riduce la probabilità di acquisire il virus se si è circoncisi e si penetra. Essere circoncisi, quindi, di per sé non riduce il rischio.

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