"Facciamolo" è l'esortazione che campeggia nell'ultima campagna di lotta all'HIV di Arcigay. "Facciamolo. Gratuito, anonimo, facile" si riferisce ovviamente al test HIV, ambito in cui Arcigay è impegnata dal 2015 con offerta attiva e gratuita di test rapidi HIV in diverse città italiane, grazie al programma ProTEST finanziato grazie all'8 per mille della Chiesa Valdese e nel 2016 anche grazie ad un contributo non condizionato di ViiV. Nella pagina www.arcigay.it/protest si può trovare la mappa delle città in cui Arcigay fa il test e il link del Ministero con tutti i centri clinici che fanno il test gratuitamente.

Oggi infatti conoscere il proprio status HIV conviene sempre, qualunque sia il risultato. Se è negativo, almeno ci si è tolti un dubbio. Se è positivo, si può tenere sotto controllo la propria salute e fare tutto quel che serve per stare bene e sempre meglio. Mentre al contrario più tardi si scopre di avere l'HIV, peggio è per il sistema immunitario. Le terapie per l'HIV del resto sono sempre meno invasive e più facili da assumere. L'inizio precoce della terapia, subito dopo la diagnosi, ha dimostrato di ridurre i rischi per la salute negli anni. E infine, ma non meno importante, già dopo pochi mesi di efficacia la terapia abbatte il virus nel sangue a livelli talmente bassi da ridurre l'infettività verso altri praticamente a zero.

Il test, però non è l'unico tema di questa campagna, che quest'anno vede più materiali in distribuzione. Infatti la campagna sarà accompagnata da un logo a quattro quadranti che simboleggiano i 4 pilastri di una strategia complessiva di prevenzione: test, condom, terapia, informazione.

 

Oggi infatti abbiamo tutti gli strumenti per battere assieme l'HIV. Possiamo fare il TEST e vivere più sereni e consapevoli.
Possiamo usare il CONDOM nei rapporti anali per ridurre il rischio.
Se abbiamo l'HIV, possiamo rendere di fatto nullo il rischio di infettare altri grazie alla TERAPIA.
Possiamo INFORMARCI: conoscere l'HIV e parlarne riduce le paure irrazionali e lo stigma verso le persone che vivono con HIV"
 
Nella campagna c'è infatti anche un pieghevole sulla TasP , che è volutamente controintuitivo. Due foto di uno stesso viso e una domanda "Chi è più probabile che trasmetta l'HIV?". Uno dei due in calce ha scritto "Vivo con HIV e sono in terapia", l'altro "Il mio ultimo test era negativo". Molti penseranno: lo trasmette quello che vive con HIV. Invece aprono e trovano che la questione è ribaltata, perché oggi una persona che vive con HIV ed è in terapia efficace con carica virale non rilevabile (il virus non si può nemmeno quantificare nel sangue per quanto è poco) è praticamente non infettiva. Mentre chi si basa sul risultato dell'ultimo test negativo è spesso una incognita, molto più di quanto si pensi.
 
 
 
 
 
E infine il classico della prevenzione, quello che protegge quasi da tutto e non solo dall'HIV: nella campagna sono infatti presenti due pieghevoli su HIV ed altre MTS/IST e in generale sugli strumenti classici di prevenzione - condom e similari, in collaborazione con www.comodo.it che ha realizzato i due opuscoli assieme ad Arcigay. Nei due opuscoli, anche un misuratore del pene: perché non basta usare un condom, per usarlo bene e comodamente è sempre meglio trovare quello più adatto a sé in termini di misura e forma.

 

 

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